Glossario · Termine

Piano di ripristino in parole semplici

Il piano di ripristino (DRP) è il piano tecnico per riportare in funzione sistemi, dati e infrastruttura IT dopo un guasto grave o un attacco.

In sintesi
Significato
Disaster Recovery Plan (piano di ripristino)
Ambito
Ripristino tecnico dei sistemi informatici
Indicatori
Tempo (RTO) e punto (RPO) di ripristino
Correlati
Piano di continuità operativa, BCMS
Aggiornamento
giugno 2026
Redazione
Compliance Compass

Che cos’è un piano di ripristino?

Il piano di ripristino (DRP) è il piano di emergenza puramente tecnico dell’IT. Descrive in dettaglio come riportare in funzione sistemi informatici, applicazioni e dati dopo un incidente grave – per esempio un ransomware, un incendio nel centro dati o un guasto grave dell’hardware – nel modo più rapido possibile e nell’ordine corretto. A differenza del piano di continuità operativa, che guarda all’intera attività aziendale, il piano di ripristino si concentra sul livello tecnico: quali sistemi vengono recuperati per primi, da quale backup, su quale infrastruttura sostitutiva e con quali passaggi? È quindi la base operativa di ogni affidabile ripristino.

RTO e RPO

Due indicatori sono centrali: l’ RTO (Recovery Time Objective – quanto rapidamente deve tornare a funzionare un sistema?) e l’ RPO (Recovery Point Objective – quanta perdita di dati è al massimo tollerabile?). Si ricavano dall’analisi di impatto sull’attività e determinano con quale frequenza vanno creati i backup e quanto devono essere articolati i sistemi alternativi.

Per esempio: un rivenditore online fissa per il proprio negozio in rete un RTO di quattro ore e un RPO di 15 minuti. Il piano di ripristino prevede perciò un centro dati alternativo speculare e backup del database ogni quarto d’ora. Quando, dopo un guasto, il database principale va in crash, il gruppo passa al sistema alternativo secondo il piano esercitato: il negozio torna online dopo poco più di due ore, ben entro i valori obiettivo.

Piano di ripristino, BCP e BCMS

Il piano di ripristino è l’elemento tecnico della preparazione alle emergenze. Mentre il piano di continuità operativa protegge l’intera attività aziendale e il BCMS governa il tutto a livello sovraordinato, il piano di ripristino si occupa in modo mirato dell’IT. Solo insieme danno vita a una vera e propria continuità operativa.

Piano di ripristino e NIS2

La direttiva NIS2, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024 ed entrata in vigore il 16 ottobre 2024, richiede espressamente la gestione dei backup e il ripristino come parte delle misure di gestione dei rischi. Un piano di ripristino testato – con backup funzionanti, verificati con regolarità e idealmente conservati offline – è per questo indispensabile e costituisce una prova centrale nei confronti dell’autorità di vigilanza.

Per approfondire: ISO 22301 – Business Continuity Management come quadro di riferimento per il ripristino

Domande frequenti

Che cos’è un piano di ripristino?

Un piano di ripristino (DRP, disaster recovery plan) è il piano di emergenza puramente tecnico dell’IT. Descrive in dettaglio come riportare in funzione sistemi informatici, applicazioni e dati dopo un incidente grave – per esempio un ransomware, un incendio nel centro dati o un guasto dell’hardware – nel modo più rapido possibile e nell’ordine corretto: quali sistemi per primi, da quale backup e su quale infrastruttura sostitutiva. Il piano di ripristino è così la base operativa di ogni ripristino affidabile.

Che cosa significano RTO e RPO?

RTO e RPO sono i due indicatori centrali di un piano di ripristino. L’RTO (Recovery Time Objective) indica quanto rapidamente un sistema deve tornare a funzionare dopo un guasto, cioè il tempo di ripristino massimo tollerabile. L’RPO (Recovery Point Objective) stabilisce quanta perdita di dati è al massimo tollerabile. Entrambi i valori si ricavano dall’analisi di impatto sull’attività e determinano con quale frequenza vengono creati i backup.

Qual è la differenza tra piano di ripristino e piano di continuità operativa?

Il piano di ripristino (DRP, disaster recovery plan) si concentra sul ripristino tecnico dei sistemi informatici, dei dati e dell’infrastruttura. Il piano di continuità operativa (BCP) protegge invece l’intera attività aziendale, personale e processi compresi. Il piano di ripristino è quindi il piano parziale dedicato all’IT all’interno della più ampia pianificazione della continuità operativa. Nell’ambito della direttiva NIS2, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024 in vigore dal 16 ottobre 2024, un piano di ripristino testato è una prova centrale della gestione dei backup e del ripristino nei confronti dell’autorità di vigilanza.

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